lunedì 10 novembre 2014

Risonanze sulle esperienze in Perù per risvegliare l'energia Salk'a, nel libro " Nel grembo delle Ande" Il commento di Giulia della Torre di Valsassina

Presentazione del libro di Anna Rita Boccafogli:
NEL GREMBO DELLE ANDE
Viaggio in Perù alla ricerca dell’energia alla base della vita.


Mi presento sono Giulia della Torre di Valsassina, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento organismico.
Ringrazio il dottor Marco Iacono per avermi invitato alla presentazione del libro della dottoressa Anna Rita Boccafogli: Nel grembo delle Ande.
Ringrazio entrambi ancor più per avermi fatto conoscere un cammino che ignoravo. Il viaggio, la ricerca di luoghi lontani e di popolazioni che hanno molto da insegnarci sulla nostra natura di esseri umani.
Leggendo il libro sono stata portata per mano da Anna Rita nell’esplorazione di un territorio, le Ande e ho fatto la conoscenza del popolo dei Q’ero.

Maestri Q'ero con don Americo Yabar durante una cerimonia
                                       
Grazie alla sua generosità, all’apertura del suo cuore e della sua mente, 
ho potuto scoprire e vedere un mondo nuovo.
Attraverso i suoi occhi, potevo vedere le montagne e i suoi abitanti: animali, piante, uomini e pietre, il sole, la luna e le stelle, il vento e ogni evento naturale e più delicatamente cogliere la profondità del suo essere.

Apu Waman Lipa, la maggiore montagna sacra di Q'ero
                                       
Le parole di Annarita, nel descrivere il mondo “fuori”, l’esterno, il materiale, l’oggettivo, manifestano il suo mondo di “dentro”, soggettivo, intimo.. in forma di vera poesia. Percepivo il superamento del “confine” tra mondo esterno, oggettivo, e mondo interno, soggettivo.

Nel lasciarsi andare alle sensazioni, incontrando le Ande, il suo popolo, i Q’ero e tutto ciò che è relativo ad esso, nasce il sentimento di appartenenza al Tutto che si manifesta nel cuore come amore per la vita.
L’espressione poetica della crescita interiore e l’evoluzione spirituale che racconta Annarita è un cammino che l’anima deve fare, spesso a ritroso, per procedere.
Tornare alla semplicità della vita per scoprire l’appartenenza alla totalità.

                                     
Il corpo di Anna Rita mi ha trasmesso, attraverso le sue parole che scaturivano spontanee dall’esperienza sul piano del sensibile, non intellettuale, le emozioni, le immagini e le sensazioni che stava percependo.

Quasi tutti abbiamo provato, anche solo per un momento, una sensazione di gioia inspiegabile davanti ad un evento naturale. Un tramonto sul mare o in montagna o un temporale con i suoi lampi e tuoni possono averci stupito, estasiato o anche spaventato e poi ci hanno lasciato in estasi. Forse abbiamo scattato una foto o provato a dipingere quel paesaggio, oppure ancora abbiamo scritto una poesia o canticchiato un motivo musicale per fissare quell’emozione. 
Abbiamo sentito di appartenere al tutto!
Purtroppo la vita quotidiana, frenetica e piena di impegni ci ha distolti, ha chiuso temporaneamente quella finestra sul tutto, ma ricordiamo quell’esperienza “di picco”, ne proviamo nostalgia tanto da ricercarla ancora.


Il sorgere del sole, Taita Inti, sulla distesa brumosa della selva
                                 

Il viaggio in Perù alla ricerca dell’energia alla base della vita, mi ha suscitato tre punti di riflessione:



1)    IL CAMMINO PERSONALE di crescita e di consapevolezza che si sviluppa nell’incontro con culture diverse dalla nostra. La curiosità di conoscere risveglia il bambino che eravamo, quando eravamo animisti e tutto intorno a noi si muoveva per una ragione intrinseca e aveva uno scopo, aveva dei sentimenti e delle sensazioni ed emozioni.

2)    IL CAMMINO DELL’UOMO: il messaggio che ci arriva dalle Ande è per tutti. Ritornare in contatto con la natura in tutte le sue manifestazioni. Imparare o reimparare a rispettarla, amarla. Dobbiamo invertire la rotta, ci siamo troppo allontanati dalla natura fino a negarne la nostra appartenenza. Separato, inconsapevole, alienato, l’uomo si è messo ad usarla come se fosse un oggetto e non un soggetto che ha le sue forze e le sue regole alle quali noi stessi siamo formati. Non è L’ARCADIA letteraria rediviva, ma consapevolezza e coscienza di dover invertire la rotta e tornare a casa.

3)    EDUCARE ALLA CUSTODIA DEL CREATO. Recentemente Papa Francesco ha sollecitato tutti, dal soglio pontificio ad operare per la salute della terra, dei nostri territori e per la nostra stessa salute e non solo fisica.

Lo dice Annarita alla fine del suo libro, che forse non è necessario andare fino in Perù per trovare l’energia che sta alla base della vita, perché quest’energia è in ciascuno di noi. Sta a noi connetterci con lei, connetterci con noi stessi, mediante l’ascolto delle nostre sensazioni corporee, fidandoci delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, per sentire la connessione con il Tutto.
E ancora, fidandoci delle intuizioni che nascono improvvisamente in un andamento dal basso, dal corpo, verso l’alto, al cuore e infine alla mente, possono sgorgare parole per condividere il nostro vissuto con gli altri: diventando poesia.

L’insegnamento dei Q’ero, la loro fede e il loro stile di vita, in zone veramente impervie per la vita dell’uomo, arriva a noi attraverso canale dell’amore di Annarita e dei suoi compagni di viaggio.
In questo modo, l’insegnamento dei Q’ero arriva fino a noi e si perpetua.

                                                   

Come dico sempre ai miei pazienti, lasciamo scorrere ed emergere le sensazioni, le immagini, i pensieri, le emozioni e ogni cosa si presenti alla consapevolezza,
La fiducia in sé non è una questione intellettuale, ma ascolto dell’essere corporeo che siamo e che pulsa di vitalità aprendo il nostro cuore e la nostra mente alla consapevolezza dell’appartenenza al TUTTO e che è UNO. 





Giulia della Torre di Valsassina
Psicologa Psicoterapeuta
Largo S. Sonnino, 9
34138 Trieste
tel. 040 766745

cell. 339 5788710

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